Con l’Acqua nelle Vene

Il nuoto, degli sport acquatici, è lo sport in cui il rapporto con l’acqua è più intenso. I nuotatori di alto livello si allenano anche due volte al giorno, e, durante queste sedute di allenamento, si trovano ad essere soli con l’acqua per ore. Dei 5 sensi, sopravvive solo il tatto, che permette di “sentirla, appoggiarvisi e sfruttarla” per muoversi. Questo crea un legame fortissimo ed indissolubile, che porta ogni nuotatore a non riuscir più ad abbandonare questo elemento che non caratterizza l’essere umano, ma di cui è origine.

Massimiliano Fabrucci, 42 anni, Campione Italiano nella specialità del Salvamento nel 1984 e Campione Italiano di categoria nei 50m Rana, oggi fa l’allenatore presso il Centro Sportivo Italiano a Roma. La sua vita si divide tra famiglia e piscina, dove, per lavoro e piacere, passa circa 12 ore della sua giornata. Massi (così lo chiamano tutti, amici e colleghi) è un chiaro esempio di come l’acqua rimanga un elemento imprescindibile nella vita di un ex nuotatore di livello.
Intervistato sulla sua vita, ci racconta che iniziò a nuotare su consiglio medico, per favorire lo sviluppo, e che il suo impatto iniziale con l’acqua fu caratterizzato da infiniti pianti disperati. Insomma, il più classico degli inizi per una storia d’amore! All’età di 10 anni fu notato da un allenatore della Marina Militare che lo fece entrare nel mondo dello sport agonistico e lo portò a vincere il titolo nazionale nel trasporto del manichino a 14 anni. Successivamente passò al nuoto, vincendo il titolo di categoria, e alla pallanuoto. Come nella maggior parte degli sport minori, un titolo nazionale rappresenta una grande soddisfazione personale, ma, se non seguito da titoli internazionali, non garantisce alcun tipo di garanzia economico-lavorativa futura. Perciò a 21 anni, Massi iniziò a lavorare come istruttore e poi come allenatore presso il Centro Sportivo Italiano.
Ad oggi, nonostante stia spesso immerso nell’acqua ad insegnare a nuotare a bambini e adulti, continua ad avere la forza per allenarsi duramente e partecipare alle gare del circuito Master e ricorda i momenti peggiori della sua vita, come quelli in cui, per diversi motivi, non ha avuto la possibilità di entrare in acqua per nuotare ed allenarsi.

Le foto proposte, accompagnate da queste poche parole, hanno il fine dunque di lasciare una testimonianza che attesti quanto sia profondo il legame che l’uomo intreccia con l’elemento acquatico, da un punto di vista fisico innanzitutto, poiché l’acqua diviene un ambiente congeniale, pur non essendo l’habitat naturale, ed anche emotivo, poiché s’instaurano degli equilibri psichici difficilmente alterabili nel tempo e che senza dubbio non possono venir compromessi da problematiche tecnico logistiche di sorta.

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